Il Grand Bleu

Il Grand Bleu fa parte della famiglia delle barche progettate da Carlo Sciarrelli, in particolare è il progetto N. 93, è una delle realizzazioni più affascinanti del celebre architetto navale italiano, noto per aver disegnato numerose imbarcazioni a vela caratterizzate da un equilibrio tra tradizione e funzionalità. Il N. 93 è un schooner aurico lungo circa 16 metri, costruito con scafo in acciaio e linea d’acqua ispirata ai grandi velieri classici ma adattata alle esigenze moderne, soprattutto per la crociera comoda e sicura anche con equipaggi non professionisti. Il primo scafo divenuto famosissimo nel Mediterraneo e nei Caraibi dove ha navigato per 20 anni, è stato commissionato da Giancarlo Toso e realizzato nel 1984 dal cantiere Zennaro di Venezia, scafo e coperta in acciaio. Il concept che Toso aveva chiesto a Sciarrelli era una barca comoda, veloce, economica nella costruzione e manutenzione, per fare scuola e charter. La barca con questo armo aurico, con albero e vele disposte in maniera tradizionale, conferisce al progetto un aspetto elegante e tempi di navigazione gradevoli, uniti a una gestione della vela efficace e semplice. Gli interni, studiati per il comfort, comprendono diverse cabine, servizi e spazi abitativi che lo rendono adatto a crociere di più giorni. La barca è stata realizzata su ordine di armatori attenti alla qualità nautica e storica, e molte unità basate su questo progetto continuano a navigare nel Mediterraneo

Il restauro

Il Grand Bleu nasce presso il cantiere Zennaro di Venezia nel 1986, in costruzione gemella con l'altro scafo del Chiaretta. LA barca ha navigato per anni in tirreno e ionio, per poi arrivare a Chioggia dove ha stazionato negli ultimi 10 anni facendo parte dell'associazione dei Venturieri.
Nel 2023 la Race&Cruise ne prima preso la gestione e poi la proprietà nel 2024.
Il restauro è stato piuttosto lungo e articolato, dovuto al lungo periodi di inattività della barca.
A partire dallo scafo con alcuni rattoppi in zone critiche, sulla coperta, con la sistemazioni di tutte le parti lignee ( falchetta, osteriggi, boccaporti ), e poi l'armo e soprattutto l'alberatura.
Nel restauro sono state introdotte delle note di novità utilizzando materiali nuovi come il Dynema per le legature delle sartie, dando in realtà più autenticità al progetto riprtando quindi indietro le lancette del tempo a quando il rigging era totalmente in tessile.